Sembra davvero essere, e parlando di sanità il paragone è piuttosto calzante, un'emorragia senza fine per la città di Camerino. Dopo aver perso in rapida successione tribunale e agenzia delle entrate, aver visto tramontare il progetto per la costruzione di un nuovo carcere, il rischio è che ora scompaia il centro diabetologico dell'ospedale cittadino “S. Maria della Pietà” fagocitato, così come il palazzo di giustizia, da Macerata. L'allarme è stato dato dagli stessi pazienti in cura presso il centro di diabetologia, diretto dalla dottoressa Maria Giulia Cartechini, e dall'Associazione Tutela Diabetici di Camerino, dopo che nel documento sulla riorganizzazione sanitaria dell'Area Vasta 3, presentato lo scorso 12 dicembre alla conferenza dei sindaci, non è comparso il nome di Camerino. Un problema già da tempo presente sui tavoli della politica, con garanzie “soltanto verbali” ottenute al riguardo anche dal presidente della comunità montana Sauro Scaficchia. Purtroppo, però, alla prova dei fatti, mentre si sono avute garanzie scritte per altre unità operative presenti all'interno del nosocomio camerte, per l'unità operativa diabetologica le stesse garanzie non sono state messe nero su bianco. Stando così le cose il pericolo è che, accentrando tutto a Macerata o a Civitanova, la sanità della montagna andrebbe a subire un forte ridimensionamento sotto il profilo di forza politica, budget e personale proprio. Così, dopo la nascita dell'associazione “Una voce per la chirurgia”, si alza forte la “voce” a difesa della diabetologia.
Una “voce†in difesa della diabetologia
Giovedì, 16 Gennaio 2014 01:00 | Letto 10486 volte Clicca per ascolare il testo Una “voce†in difesa della diabetologia Sembra davvero essere, e parlando di sanità il paragone è piuttosto calzante, unemorragia senza fine per la città di Camerino. Dopo aver perso in rapida successione tribunale e agenzia delle entrate, aver visto tramontare il progetto per la costruzione di un nuovo carcere, il rischio è che ora scompaia il centro diabetologico dellospedale cittadino “S. Maria della Pietà” fagocitato, così come il palazzo di giustizia, da Macerata. Lallarme è stato dato dagli stessi pazienti in cura presso il centro di diabetologia, diretto dalla dottoressa Maria Giulia Cartechini, e dallAssociazione Tutela Diabetici di Camerino, dopo che nel documento sulla riorganizzazione sanitaria dellArea Vasta 3, presentato lo scorso 12 dicembre alla conferenza dei sindaci, non è comparso il nome di Camerino. Un problema già da tempo presente sui tavoli della politica, con garanzie “soltanto verbali” ottenute al riguardo anche dal presidente della comunità montana Sauro Scaficchia. Purtroppo, però, alla prova dei fatti, mentre si sono avute garanzie scritte per altre unità operative presenti allinterno del nosocomio camerte, per lunità operativa diabetologica le stesse garanzie non sono state messe nero su bianco. Stando così le cose il pericolo è che, accentrando tutto a Macerata o a Civitanova, la sanità della montagna andrebbe a subire un forte ridimensionamento sotto il profilo di forza politica, budget e personale proprio. Così, dopo la nascita dellassociazione “Una voce per la chirurgia”, si alza forte la “voce” a difesa della diabetologia.Sembra davvero essere, e parlando di sanità il paragone è piuttosto calzante, un'emorragia senza fine per la città di Camerino. Dopo aver perso in rapida successione tribunale e agenzia delle entrate, aver visto tramontare il progetto per la costruzione di un nuovo carcere, il rischio è che ora scompaia il centro diabetologico dell'ospedale cittadino “S. Maria della Pietà” fagocitato, così come il palazzo di giustizia, da Macerata. L'allarme è stato dato dagli stessi pazienti in cura presso il centro di diabetologia, diretto dalla dottoressa Maria Giulia Cartechini, e dall'Associazione Tutela Diabetici di Camerino, dopo che nel documento sulla riorganizzazione sanitaria dell'Area Vasta 3, presentato lo scorso 12 dicembre alla conferenza dei sindaci, non è comparso il nome di Camerino. Un problema già da tempo presente sui tavoli della politica, con garanzie “soltanto verbali” ottenute al riguardo anche dal presidente della comunità montana Sauro Scaficchia. Purtroppo, però, alla prova dei fatti, mentre si sono avute garanzie scritte per altre unità operative presenti all'interno del nosocomio camerte, per l'unità operativa diabetologica le stesse garanzie non sono state messe nero su bianco. Stando così le cose il pericolo è che, accentrando tutto a Macerata o a Civitanova, la sanità della montagna andrebbe a subire un forte ridimensionamento sotto il profilo di forza politica, budget e personale proprio. Così, dopo la nascita dell'associazione “Una voce per la chirurgia”, si alza forte la “voce” a difesa della diabetologia.
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